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Elezioni al Quirinale: meteo premonitore?

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Si collega spesso la situazione meteorologica con le vicissitudini e le fortune degli eventi e dei fatti storici. Curioso analizzare il tempo che accompagnò le elezioni dei diversi presidenti della Repubblica, per valutare poi se i rispettivi settennati siano stati più o meno “miti”.

Il 28 giugno del 1946 venne eletto Capo dello Stato Enrico de Nicola, nominato Presidente soltanto il 1° gennaio del 1948 quando entrò in vigore la Costituzione Repubblicana. L'alta pressione dominava su tutta l'Europa centro-meridionale, clima era già caldo. La guerra era ormai alle spalle, l’estate esplodeva e si poteva sperare in un futuro positivo.

Il secondo Presidente, Luigi Einaudi fu eletto l'11 maggio del 1948, un giorno caldo sulla Capitale. Tutto il mese di maggio fu piuttosto caldo e con instabilità e piogge limitate.

Fu poi la volta di Giovanni Gronchi, eletto il 29 aprile del 1955 in una soleggiata e già calda giornata di primavera. La minima fu di 11 °C, la massima di 23 °C, l'alta pressione imperava, a testimonianza che gli anticicloni caldi di primavera non sono un'esclusiva di questi anni, anche se in quel periodo, dopo quelle calde degli anni '40, stavano ritornando di moda primavere più fresche e perturbate. In Italia stava iniziando il boom economico e quella giornata ne fu il miglior viatico.

Il 6 maggio del 1962 venne eletto Antonio Segni, rimasto in carica solo due anni per motivi di salute. Una gradevole giornata romana di maggio, con estremi termici di 11 e 21°C, non certo un presagio delle tante difficoltà politiche che gli si pareranno davanti: la crisi di Cuba, i timori di una terza guerra mondiale, l'assassinio di Kennedy, e sul lato interno la minaccia di un golpe militare.

Giuseppe Saragat venne eletto il 28 dicembre 1964: a Roma pioveva ma non faceva troppo freddo, la minima segnò 5 °C, la massima 11 °C. Meteo in linea con i chiaro-scuri tipici di quel periodo, in bilico tra boom economico e tensioni sociali ed internazionali.

Giovanni Leone fu eletto il 24 dicembre del 1971 in una mite giornata invernale: a Roma, come su mezza Europa, dominava l'alta pressione. Gli estremi termici furono di 6 e13°C. La presidenza di Leone non fu però altrettanto calma, in quegli anni '70 segnati da crisi petrolifere e attentati terroristici, per finire travolta da uno scandalo.

L'8 luglio del 1978 fu eletto Sandro Pertini. L'Italia era nel pieno degli "anni di piombo", solo due mesi prima era stato assassinato Aldo Moro. Un mandato iniziato in uno dei periodi più bui della storia italiana e conclusosi nel pieno di un periodo di sviluppo economico. Il giorno dell'elezione fu forse premonitore delle schiarite politiche di questo settennato, la giornata fu molto fresca per essere luglio, ma tipica delle estati di quegli anni; a Roma la minima fu di 14 °C, la più bassa dell'intero mese, la massima di 24 °C. Nubi temporalesche stazionavano sull'Appennino, ma su Roma non piovve, l'Alta Pressione delle Azzorre in rimonta da ovest stava scacciando gli ultimi residui di instabilità e riportando il sereno, proprio come sulla nostra Repubblica.

Francesco Cossiga fu eletto il 24 giugno del 1985, in una calda giornata estiva, con temperature tra i 16 e i 28°C, lievemente instabile, ma preludio di un ritorno stabile dell'alta pressione. In questo caso però meteo e storia si separano: il settennato di Cossiga, iniziato sotto i buoni auspici di una distensione internazionale favorita dalla Perestrojka di Gorbaciov e in un periodo di secondo boom economico (la "Milano da Bere"), terminò durante la crisi della Prima della Repubblica e una temporanea crisi finanziaria italiana.

Il 25 maggio 1992, giorno dell’elezione di Oscar Luigi Scalfaro, la Prima Repubblica era lacerata dalle azioni della magistratura e dagli attentati mafiosi. Il complicato settennato iniziò in una giornata calda, con estremi di 16 e 27°C, ma instabile e temporalesca. L'alta pressione sulla Scandinavia lasciava infatti l’Italia in balìa delle perturbazioni, per un giugno tra i più piovosi degli ultimi decenni.

Diverse le fortune per Carlo Azeglio Ciampi, eletto il 13 maggio 1999, una bella giornata di primavera molto gradevole, non troppo calda, con una minima di 16 gradi e una massima di 23. Il suo settennato è unanimemente ricordato in maniera positiva, in quello che fu l'ultimo periodo di sviluppo economico prima della crisi, seppur segnato dal terribile attacco alle Torri Gemelle di New York.

La prima elezione di Giorgio Napolitano il 10 maggio 2006, avvenne in una giornata relativamente fresca e con pioggia intermittente, una giornata primaverile. Il mese di maggio 2006 fu altrimenti siccitoso e piuttosto caldo, gli unici giorni di pioggia sulla Capitale si concentrarono proprio tra il 9 e l'11 del mese. Presagio di un settennato difficile? In condizioni analoghe, il 20 aprile 2013, giornata variabile tipicamente primaverile, con minima di 12 °C e massima di 17 °C, è stato rieletto Giorgio Napolitano. Speriamo che questo settennato segni invece un periodo più fortunato per l'Italia.

Fonte: www.meteogiornale.it

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